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Le certezze della vita

Dopo tanto tempo, questo post nasce così, lanciando in aria quattro parole tra amici. Quattro parole che fanno presa chissà dove, chissà come … le certezze della vita risuonano come piccoli campanellini dorati appesi all’ albero di Natale in questo periodo.

Perché al solo sentir nominare la parola certezza oggi, si ammutolisce. Si resta, lì, con un brivido nascosto bene dietro la schiena, come carta appallottolata tra le dita delle mani, confusi da un sorriso canzonatorio e distante, quel tanto che basta a sospendere e a recuperare nella memoria – quel grande senso di certezza – che ha lasciato chi ci ha preceduti come polvere di stelle sparsa qua e là, nella speranza di vederla brillare ancora. Prima o poi.

E allora ecco che le certezze banalmente non esistono. Eppure ne abbiamo tutti bisogno. come l’ aria. Ognuno le sue, ognuno quelle di cui dispone.

Le mie si fanno piccole. Piccole ed essenziali come i baci davanti ad un portone in una notte qualunque, che iniziano piano e lentamente per poi diventare un tutt’uno con la notte.

Il mare.

Il fuoco di un camino.

I miei due caffè la mattina macchiati con solo schiuma e una quantità smisurata di cioccolata fondente.

I tulipani bianchi e le gonne che lasciano scoperte le gambe.

Il fatto che berrò bollicine ghiacciate anche a 90 anni, fosse anche davanti ad una pizza fredda.

Il profumo delle gardenie.

Kg di rimmel sulle ciglia e il rosa in tutte le sue sfumature.

I sorrisi. A milioni.

I miei occhi. E quelli profondi di chi racconta pezzi di vita. Occhi che dicono più di mille parole. Gli occhi che, se guardi bene, non mentono mai.

I piedi che camminano scalzi e percorrono pezzi di strada confusa e non compresa nell’ oggi.. che poi, scopri, non esistono passi perduti.

Parigi.

La Spagna. Tutta.

Il BIANCO.

I libri dove nascondere il naso e prendere mille forme differenti e sentirsi invincibili.

Il suono della parola ‘mamma’ e quello della parola ‘amore’.

Gli abbracci da sparirci dentro.

Il credere che ne valga sempre la pena anche quando ti senti un po’ idiota ma dentro tremi e tutto per te ha un senso.

Il profumo. Quello delle persone care. quello delle sciarpe e dei maglioni di lana.

Le mani nella farina e sul computer.

I tacchi alti e le babbucce di lana calda.

Emy Whinhouse, Frank Sinatra, i Subsonica, Norah Jones, i Rolling Stones e tutta la musica del mondo e Jamie Cullum e non necessariamente in quest’ordine.

Il vento che ti scompiglia i capelli al mare d’ inverno.

Il bisogno di credere alla magia dei bambini che sa di fragola e lampone.

Le lettere che non scrive più nessuno e i biglietti dimenticati qua e là come foglie in autunno.

Esprimere un desiderio quando cade una stella.

La neve quando cade.

Due passi al tempo di musica.

La lana e la seta.

Le mie mani e il poterle posare e sentire l’ effetto che fa!

 

 

Firma Marta-01

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