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Benessere emotivo

ESSERE UNA MAMMATWINS part 2

Ogni momento della crescita di un bimbo ha le sue fasi. Che durano quel tanto che basta a farti adattare un nanosecondo che sei già nell’ incertezza della fase successiva. Ricordo esattamente per esempio, la fase “Dio benedica la sdraietta” e non quella base, semplice e con pochi fronzoli…no! e la ricordo perfettamente come se fosse adesso, perché soffro ancora del fatto di non aver avuto quella super accessoriata con luci, suoni, mille movimenti oscillatori, massaggi, vibrazioni e almeno 5 inclinazioni postura tra cui quella anti reflusso…insomma, l’ astronave delle sdraiette.

Quando le twins hanno raggiunto il peso ideale per navigare su uno di quei cosi, era il momento in cui casa mia sembrava la Mukkilatte: otto poppate al giorno che fanno 16 biber in totale, tra naturale ed artificiale. Epoca in cui la sottoscritta dormiva, si e no, tre ore al giorno e in cui la notte era il momento più duro. Il momento in cui avendo ancora la poppata notturna la storia funzionava così:

A mezzanotte circa, qualcuno era ancora con me per l’ ultima poppata della sera, poi alle tre, al buio di una lampada bebè di quelle che se non conosci a memoria gli angoli di casa rischi un frontale col comodino, arrancavo disperatamente al lettino, prendevo quella meno urlante e la mettevo nella sdraietta (base) accendevo la vibrazione e musichetta – unici optional presenti – che a poco servivano se non intervenivo col piede sull’asta davanti, a creare con energia un dondolio che la intrattenesse quel tanto che bastava per far prendere, intanto, il latte all’ altra. Una volta terminata questa fase era il momento del ruttino e di tenerla circa mezz’ora in posizione verticale perché il reflusso, maledetto, non arrecasse danno. Qui, assumendo le sembianze di un’ altalena umana, vagavo per tutta la stanza con fare balzellante, lasciando l’ altra che nel frattempo si era tramutata in Ozzy Osbourne, ancora ad aspettare il suo turno!

Quando finalmente avevo girato ogni angolo della cameretta in modalità swing e dato fine a tutto il repertorio conosciuto e sconosciuto della musica degli ultimi 30 anni: “Signore e Signori si cambia!!” e lì, in momenti di panico totale, ripartivo e ripetevo daccapo tutto l’ iter di poppata-ruttino-swing- mentre il piede (l’ altro stavolta) dondolava con nuovo ritmo l’ altra Ozzy nella sdraietta old style per la nanna.

Quando poi, credevo di essere salva e mi allietavo nel vederle dormire beatamente entrambe, la sveglia mi ricordava che erano le 6.00 e che avrei dovuto ricominciare tutto daccapo.

Ecco. Alla luce di ciò, ho imparato che semplificarsi la vita è arte, un’ arte che ti salva! Salva te come mamma e loro come figlie. Ogni cosa renda la situazione più facile e meno stressante è quella giusta. Ogni mezzo -sano- riesca a far fare le cose con più serenità e più tranquillità ne vale senz’altro la pena. Vero che sono momenti che passano, ma sono momenti che devono passare bene e per cui non serve a niente esurirsi!

Che Dio benedica la sdraietta, quella che se la metti alla velocità più alta, manderebbe in orbita anche te!

Firma Marta-01

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