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NIDO
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Asilo nido ti amo, asilo nido ti temo. Io ho scelto l’ Abbraccio!

Sono molti i messaggi infelici che ci arrivano ogni giorno da nidi ed educatrici con  livelli di stress elevati, poche attività preventive per evitare inevitabili burnout e un timore genitoriale diffuso e dilagante. Il servizio educativo rimane però, ai nostri giorni, una risorsa inevitabile visti i ritmi lavorativi delle famiglie e un’ opportunità importante per la crescita dei bambini quando l’ educazione viene svolta nel migliore dei modi.

Ecco. A questo proposito vorrei raccontarvi del nido che ho scelto per le mie bambine, come mamma e come professionista.

Non vi nego che ho atteso molto. Un po’ perché ritengo che l’ inserimento precoce sia da farsi solo se strettamente necessario e un po’ perché le notizie certamente non mi consolavano. Ho atteso l’ anno e mezzo di età, ma soprattutto è stato quando ho avvertito in loro un’ irrefrenabile voglia di socializzare e ho fatto i conti con le poche opportunità che potevo offrire di trascorrere tempo continuo con altri bimbi e fare attività stimolanti in compagnia che finalmente, mi sono decisa!

Ho avuto modo di conoscere il Nido d’ Infanzia l’ Abbraccio e le sue fondatrici ed educatrici, Valentina e Simona, grazie ad un contatto diretto e una conoscenza profonda nel tempo, cosa che invito ogni genitore a fare come primo passo verso una possibile ed intima fiducia.

Le caratteristiche del nido sono state fin da subito allettanti: cura nei dettagli, attenzione all’ alimentazione con prodotti biologici e di filiera corta, primo nido d’ Italia con i mobili ecologici ed ergonomici Flowerssori che invitano all’ azione  e all’ espressione. Laboratori e progetti giornalieri tra suoni e colori con la splendida Katia, l’ altra educatrice presente nel servizio, attività musicale e incontri periodici con le famiglie. 

Quello che però ha inciso più di ogni altra cosa sulla scelta, è stata la filosofia del contatto su cui si poggia e da cui prende il nome il nido d’ infanzia l’ Abbraccio grazie alla psicologia di David Grossman su cui si basa gran parte dell’ educazione del servizio, dove si cerca di andare al di là di ogni sovrastruttura dell’ adulto per osservare con l’ innocenza dei piccoli e ritrovarsi poi nel contatto -Abbraccio-  che diventa incontro e rassicurazione, una rassicurazione che dal nido, arriva poi direttamente ai genitori!

Altro fattore indispensabile, la professionalità che si amalgama costantemente con l’ amore, la dedizione e la fatica e il continuo lavoro di supervisione delle educatrici per evitare carichi di stress troppo pesanti!

Infine, il contatto costante con la natura grazie al “giardino educante” che circonda l’ edificio con tanto di orticello da curare durante tutto l’ anno e la LIBERTA’ di poter sperimentare in piena autonomia le diverse situazioni della quotidianità, dove l’ educatore è spesso regista e mai protagonista…soprattutto nella gestione dei conflitti!

Ad oggi, la mia scelta non potrebbe essere stata diversa. La felicità con cui le mie bambine si svegliano e vanno al nido è la conferma costante di qualcosa che le nutre nel profondo. I continui progressi nella loro crescita emotiva e nella loro autonomia sono le sorprese più gradite e la sicurezza che ogni genitore dovrebbe avere nel cuore!

“Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico” spiegò la mamma “e anche io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola” “Allora abbracciami” disse Ben stringendosi a lei

Firma Marta-01

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